E’ stato un periodo di grandi cambiamenti, novità, nuovi incontri e nuove prospettive, dove capita spesso di parlare di fotografia e scelte di vita. Sta diventando davvero un tema all’ordine del giorno e non posso che esserne felice.

Per questo, nel rispondere a domande sul tema fotografico, si è sviluppato un concetto che per me è stato molto importante. Per questo vorrei condividerlo e trasmetterlo a chi vuole affacciarsi alla fotografia come professionista, amatore o come soggetto.

Parlando con amici e colleghi e sentendo punti di vista di professionisti di alto livello sono sempre più convinta e orgogliosa di
sviluppare una fotografia che non sia solo fine a se stessa. Io l’ho definita “fotografia in ascolto“.

© Greta Ferrari (Martina: aspettando Leonardo)

Vi starete chiedendo “Perché“.

Forse perché la fotografia ha ascoltato me e mi ha tracciato la strada quando veramente…stavo vagando senza una meta.

Attenzione, questo non significa che non stessi facendo nulla! Ma forse mi preoccupavo un po’ più di fare ciò che “era giusto” o “politicamente corretto” per gli altri…genitori, società, titolo di studio, piuttosto che per me stessa.
Qualcuno la definiva “confusione creativa” , non lo so…può darsi, ma sicuramente la fotografia mi ha fatto mettere davvero a fuoco ciò che conta veramente per me e soprattutto cosa desidero trasmettere in un’immagine.

Quando spesso mi sento fare domande come “ti piace questa…?” “questi colori vanno bene?” , mi viene da chiedere…quello che spesso è stato chiesto a me… “ma tu, cosa vuoi comunicare?

Per non parlare poi di chi ha cercato di “pscicanalizzarmi ” attraverso le mie foto…quello mi ha sempre divertito molto:
“…qui vedo dei confini non ben tracciati” “linee/ colori/soggetti …che forse dicono che vorresti dire ciò che non dici….

Eh??? Ma cosa stai dicendo…ma ti senti parlare?stai delirando ( ovviamente senza rancore…tutto fa crescere e anche un po sorridere).
Sicuramente non è un periodo facile per chi ama fare fotografia… telefonini, social, filtri… e via così, ma vi assicuro che si può fare anche qualcosa di “antico” non tanto con il mezzo che si decide di usare , vi posso passare anche l’uso del super cellulare di ultima generazione (a volte lo faccio anche io).

Quello che conta è usare la testa, il cuore, l ‘anima.
Sono quelle le caratteristiche che metterete nella vostra foto, che sia un paesaggio, una persona, il vostro cane o gatto.

La foto siete voi.

© Greta Ferrari (Beatrice)

Non cercate la foto “bella”, quella lascia il tempo che trova, ce ne sono tante di foto belle (soprattutto con il cellulare),fate una foto utile!

Utile a cosa?

Ad ascoltare il soggetto e le sue emozioni, a regalare un momento speciale e rilassante, utile al soggetto per guardarsi con occhi diversi, utile a condividere un momento, a creare un ricordo.

© Greta Ferrari (Gabriele e Papà)

Utile a te, proprio a te che fotografi.

Ho desiderato fare questo, in tante tipologie di servizi che mi sono stati richiesti, dove cerco di comunicare con le persone attraverso la macchina fotografica.

L’obiettivo è sempre ascoltare e essere utile a chi vuole essere fotografato, qualunque sia la finalità della foto.
Al centro c’è sempre un’esperienza da vivere per se stessi…che rimarrà nel tempo.

 

 

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