Il lucidalabbra: fotografia di una vita raccontata in sette passi e un sorriso.

E’ uno di quei giorni di marzo, il vento ha dato una tregua, l’aria ha un richiamo alla primavera ma il cielo è grigio, molto grigio. E’ un pomeriggio come tanti, tutti diversi tra loro, ormai in questi ultimi tempi.

Quelli passati a lavorare, studiare, far quadrare gli appuntamenti, le foto, i pensieri, i clienti i genitori.
Quei pomeriggi fatti di domande e risposte volute ma non trovate, con un auricolare nell’orecchio che fa da colonna sonora alla tua vita, della quale sarai e potrai sentirti sempre il protagonista.

In questo vortice di pensieri, ritiro i pantaloni da una sarta, scorgo una saponeria che non avevo mai notato in quel punto della città.  E li mi fermo, ma si, mi concedo un attimo di “shopping profumato” … meraviglioso.

Entro, “ascolto” tutti i profumi che si sovrastano, compro un paio di saponi e un lucidalabbra perché la commessa, molto gentile e simpatica, mi dice “c’è pure lo sconto sul make up“.

Come non approfittare!

E’ rosa come una caramella alla fragola, mi ispira allegria, dolcezza e ha un un profumo gradevole come i chupa chups appena scartati.
Esco con qualche sacchetto, lo zaino in spalla, la borsa a tracolla e voglio subito aprire il mio lucidalabbra al gusto di caramella.

Con impegno cerco di aprire la scatola sigillata con lo sckoch ed è proprio lì, alla fine del marciapiede, mentre sono tutta intenta nel mio obiettivo ‘lipstik’ che sento una signora alle mie spalle chiedere alle persone di passaggio… “l’appoggio di un braccio
La signora è riuscita a distogliere la mia attenzione dal rossetto, lei ce l’ha fatta.

Nessuno può offrirle questo braccio, che capisco in effetti, essere una richiesta curiosa se ascoltata di fretta e senza contesto.

Sono quindi tutti troppo impegnati e di corsa per soffermarsi sull’originale richiesta della signora, altrettanto pittoresca.

A quel punto ho messo velocemente il lucidalabbra in tasca, l’ho osservata per un attimo, perché a volte basta solo osservare (non a caso ho scelto di diventare una fotografa) e le ho detto : “signora il braccio glielo do io“.

Mi guarda un attimo anche lei, forse si è chiesta “quale braccio?!” visto che ero carica come un camalo del porto….ma la mia condizione non l’ha dissuasa.
Le ho sorriso, mi ha sorriso e le ho “dato il braccio” di cui aveva bisogno per controbilanciare la sua lenta ma sicura deambulazione con il bastone che tiene nella sua mano destra.

Ho 81 anni sa signorina!”

“Davvero!” Le rispondo.

Deve essere stata un’artista, ho pensato, l’abbigliamento fine e molto colorato trucco importante, smalto rosso, cappello e altri dettagli decisamente originali e di personalità.

“Arriviamo a Piazza Bastione signora?”  Si vado proprio lì, al bar Paradiso, quello con i tavolini fuori”, mi risponde.
Ci vado tutti i giorni a fare merenda, sono sola, ho i figli lontani e a stare in casa non ci penso neanche.

 

© Greta Ferrari

Io voglio uscire e andare al bar a bere la cioccolata calda con la panna, sa sulla panna chiedo sempre anche una spruzzata di cacao (come darle torto!).

© Greta Ferrari

 

Un tratto di strada brevissimo, percorso con quella calma e lentezza che riescono a farti assaporare la profondità di una storia di vita raccontata in setti lenti passi, pieni di eleganza, tanta consapevolezza…e riflessione.
Mi dice “grazie signorina lei è davvero gentile, un’ anima speciale”, penso “Davvero? per così poco!”

Tu, piuttosto, Ofelia, che hai lo spirito e l’entusiasmo per assaporare la cioccolata indossando il tuo stile e portando fiera un equilibrio tutto tuo tra un bastone e qualche braccio di fortuna, sei grata alla vita e al bello delle piccole cose dimostrando che la solitudine, a volte, può essere anche un privilegio.

 

© Greta Ferrari

 

Mi saluta, mentre entra contenta nel bar dove scherza con tutti i ragazzi che sembrano conoscerla davvero bene. 

Io, continuo la strada nella mia direzione, metto la mano in tasca in tasca e ritrovo il mio lucidalabbra, finalmente riesco ad aprirlo, mi fermo davanti a  una vetrina lo stendo sulle labbra.Faccio quelle due, tre movenze tipicamente femminili guardandomi nel riflesso, mi piace, mi da una bella luce e mente mi guardo…mi rendo conto che lo faccio sorridendo

… chissà perché? Forse la gentilezza e la riconoscenza sono emozioni contagiose?

 

 

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