Laggiù dove si è tentati di restare …

Mi viene spesso chiesto come sia venuta la passione per il mondo sommerso e perché voglia sempre stare “là sotto”.
Direi che più che una passione è una vera e propria chiamata, una sensazione intensa alla quale non posso sottrarmi.

Fin da bambina, a Monterosso (alle Cinque Terre), con maschera e pinne tenevo sempre la testa sott’acqua con la convinzione che avrei fatto scoperte straordinarie.

E in effetti, si, c’è tanto da vedere laggiù, ma la vera esplorazione, oltre che degli abissi, è di se stessi.
Che si scenda in apnea o respirando, l’esperienza è mistica: nel momento che cominciamo a scendere il passaggio tra i 2 mondi, quello terreno e quello marino, è istantaneo, si passa repentinamente da una condizione men- tale ed emotiva ad un’altra, la gravità viene meno, i rumori si allontanano, tutto diviene ovattato, solo il suono del nostro stesso respiro, ritmato e controllato, irrompe quel silenzio nel quale siamo immersi, non ci reggiamo più sulle nostre gambe, ma si fluttua, come astronauti, in un particolare “equilibrio” che ci fa sentire uniti a quel “tutto”(…)

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