Cosa si prova quando si fotografa una persona? Una miriade di emozioni.
Mi è stata rivolta spesso questa domanda.
Potrei scrivere per ore.
Il ritratto inteso come fotografia emozionale è un genere a volte un po’ frainteso e spesso semplificato.
Mi è stato chiesto, “…ma cosa intendi per fotografia emozionale?” Domanda più che lecita e pertinente.
Un po’ meno empatiche, a volte, sono le considerazioni che mi vengono rivolte:
” in fondo che ci vuole, tu fai la foto, e io mi metto lì… click, ok mi hai fatto la foto”.
Ecco, diciamo che non è proprio così, anche se queste dichiarazioni mi fanno sorridere e capisco che per soggetti estremamente razionali non sia facilissimo entrare in questo tipo di relazione empatica dalle sfumature artistiche.

Il servizio fotografico a una persona è un’esperienza umana ancor prima che fotografica.

Con un ritratto si esprimono molti significati, la personalità del soggetto, cosa vuole o vorrebbe raccontarci di sé, le sensazioni che ci trasmette e quelle che noi trasmettiamo lui.
È un incontro tra due personalità che, se entrano in connessione, avviene un’esplosione artisco-emozionale unica.
Quindi mettere in atto un servizio fotografico a una persona è innanzi tutto la storia di un incontro…quella tra il fotografo e la persona ritratta.Essere spettatori del servizio fotografico potrebbe far capire molto su come i due soggetti riescono a comunicare, a interagire e se si crea una vera empatia reciproca tra i due.

Per creare veramente qualcosa di unico, credo(e so bene che non è facile) non ci si dovrebbe concentrare tanto sul soggetto, ma sulle sensazioni che si provano durante la creazione del “racconto fotografico”.

A volte le sensazioni che andrete a percepire fotografando e raccontando le storie dei vostri soggetti saranno straordinarie, piacevoli e coinvolgenti, altre volte no, potrebbero non far esplodere la parte migliore di voi, anzi addirittura farvi sentire a disagio.
Ma il bello è proprio questo…perché quello che conta è ciò che “sentite” e la macchina fotografica, su quello, non si sbaglia…mai.


