Sono arrivata li per caso, non sapevo neanche dove fosse.
Mi fece conoscere quel luogo un caro amico d’infanzia, e, in un momento molto particolare della mia vita, sono arrivata lì a Costa di Murlo, un quartiere  collinare leggermente defilato ma “comodo per arrivare in centro”, era  definito così quando veniva spiegato dagli abitanti. 
E’ sempre stato li nel verde, baciato dal sole e affacciato sul Golfo della Spezia. Ma io non lo sapevo.

“Ma dov’è”, chiesi al mio amico Francesco, lui mi rispose semplicemente…”vedrai ti piacerà”! Eh già.
Appena arrivai li con qualche sacchetto strabordante, mi dissero “…vedrai la Costa ti entra dentro, una volta conosciuta non puoi più lasciarla
Era bello, in effetti.

Trovai casa mia…al grido della signora Maria che stava sempre li, seduta vicino al suo cancelletto: “oh belaaa… la vuoi una casa?”.

Era il 2011, ero piena di energia…ma senza una casa dove vivere. Quel “grido” mi sembrava una chiamata divina.
“Bhe in effetti si”,le risposi. “Vieni che te la faccio vedere bela“, mi disse.
Ricordo queste parole come se mi avesse parlato ieri. 
Quando entrai nel portone,  mi venne un  mezzo colpo. Effettivamente l’ingresso “non era il massimo”.

“Ero li li per andarmene, non volevo neanche salire, perché mi sembrava già un’impresa e mi avevano attanagliato mille dubbi.
Aspetta bela, dentro è nuova“, disse Maria e quindi, con coraggio, ho intrapreso gli scalini ripidi ed entrai.
Una casa, piccola, con due reti accostate come letto…ero un po’ perplessa, ma era in ordine e l’ energia che emanava era positiva.

Poi, ho aperto la finestra…e li avevo capito.  Era lei, ogni dubbio era scomparso.
La mia casa…piccola, davvero  piccola, ma con quella che per me è la vista sull’infinito.
 
© Greta Ferrari


Da lì è cominciata la mia nuova vita, pensando “ma si è una soluzione  provvisoria” poi semmai cambio.

Quando vennero a vederla i miei genitori, non ebbi neanche il coraggio di dirgli che pagavo l’ affitto e loro finsero di crederci.
Loredana, si chiama così la figlia di Maria, era lei la padrona di casa, a volte ci capivamo, a volte no. A volte mi sembrava tutto assurdo e pensavo “me ne devo andare”.
Ma niente  quella era casa mia, ma mica senza problemi…si è allagata, perché un tubo della lavatrice non era stato stretto bene, l’ antenna era di figura (utile per stendere i panni) il termosifone del bagno un  bel giorno si è cappottato dal muro per fare coppia con il lavandino.

E poi perché non condividere l’appartamento con una bella colonia di mosconi (sembrava di essere dentro il film “la mosca”, erano entrati da sotto la porta a causa della spazzatura degli inquilini vicini che usavano le scale come discarica! (Ricordo che quella notte  dormii abbracciata al flit).
Finché non è stato ristrutturato l’ appartamento di sopra, il soffitto era diventato la brutta copia della Cappella Sistina, con affreschi al quanto discutibili. Ma io continuavo a stare li, non trovavo nulla che mi desse la stessa energia di quella casa.

Era vero…la “Costa” ti entra dentro… i colori del tramonto, il profumo dell’erba e dei limoni, la luna sul mare, le luci delle case sulla collina di fronte  che sembra Natale anche ad agosto, il rumore del vento e la pioggia sui vetri d’inverno.
 
© Greta Ferrari

Quella era ed è la mia casa, quella che ho creato secondo la mia personalità.

Era li…quella volta che scoppiavo di felicità, quella volta che pensavo di non farcela,  quella volta in cui mi sentivo sola e lì non ero sola, quella volta che volevo stare sola e li potevo farlo, quella volta che mi sono sentita innamorata, quella volta in cui ho capito che ero innamorata della persona sbagliata, quella volta in cui ero in pericolo e li ero protetta.

Quella volta in cui  ho sentito freddo anche se i riscaldamenti funzionavano benissimo.
Quella volta in cui aspettavo una telefonata che non arrivava.
Quella volta in cui è arrivata una visita inaspettata.  Quella volta che c’era l’uragano, il lookdown, il covid, il caldo torrido.
 
© Greta Ferrari
 
Quella volta in cui non funzionava la caldaia a dicembre, quella volta che ascoltavo chiacchierare Loredana con i vicini, quella volta che sentivo nonna Elsa recitare il rosario e sua figlia Carla che veniva a trovarla.
 
In tutte quelle volte ero li, alla mia finestra difronte all” infinito, li sentivo  il mio posto dove tutto si sarebbe risolto, dove trovavo soluzioni, risposte. Dove stavo bene.
 
 
© Greta Ferrari

Perché  casa è luogo da cui non senti più il bisogno di scappare.
È casa tua e non importa cosa ti dicono, è un pezzo della tua vita e della tua storia.  Puoi amare, viaggiare, lavorare…ma è lì dove sai di poter tornare.

© Greta Ferrari

 

Anche in quelle sere dove mi rendo conto più che mai , con una luna un po’ velata, che Loredana ha intrapreso un lungo viaggio e anche nonna Elsa ha pensato di andarla a trovare… io sono li, alla mia finestra difronte all’infinito e alle luci della collina…

…non si sa mai, dovessero tornare.
 
 

Segui le gallery fotografiche

FB: Ombre a Colori   –  Greta Ferrari 

IG: @Greta_Ferrari_Photographer

Contattami con WhatsApp

Segui le gallery fotografiche su:

Altri articoli