Bastano un paio di riccioli: fotografia di un cambiamento

Non so se sia davvero cominciato tutto questa estate. Forse è stato il ritorno ai miei veri capelli riccioli e ribelli, che non li metti come vuoi manco se ti impegni. Sono così, fanno come gli pare a loro.
Ho provato a domarli per anni lisciandoli, con scarsi risultati.

E poi ho detto basta.

Quindi, non so se il merito sia stato dei miei capelli dove ho ritrovato, abbracciandola con affetto, quella ragazzina di tanti anni fa super determinata, decisamente restia al conformismo, ma ho davvero deciso di dire basta. 

Anche questa volta i capelli avevano capito tutto… molto prima di me.

 

© Greta Ferrari

 

Nei capelli si è andata a intrecciare giorno dopo giorno la consapevolezza di non essere più nel posto giusto.
La delusione fa attuare un cambiamento, ma anche la vera consapevolezza di se fa mettere a fuoco cosa tenere e cosa eliminare.  

Una cosa è certa…una donna darà sempre retta a quello che le suggerisco i suoi capelli.
Ed è così esplosa una bomba nella mia testa…in tutti i sensi.

Non c’era più quella ragazza piena di energia,  ero stanca, non danzavo più, non ascoltavo più musica, trascinavo il peso della macchina fotografica e questo era il vero dramma, perché ciò che avevo davvero perso…ero io.
Eppure sembrava andasse tutto bene, ma era a me che non andava più bene.

 

© Greta Ferrari

 

Ho stretto i denti, ma io a son di stringerli sti denti me li sono praticamente frantumati!!!

E a quel punto l’ho detto… “sono gonfia“! 

Anche se il vento sembrava non voler cambiare, ho cominciato a soffiare dentro le mie vele… finché una ventata davvero inaspettata mi ha spinto più velocemente verso quella rotta…che con il mio unico fiato stavo percorrendo.

Una nuova sfida…un’opportunità e anche tanto coraggio.

In tutto questo turbinio di emozioni, ho sentito davvero tutto.

Ho sentito il bene profondo, quello che c’è e basta.

Quello di chi fa il tifo per te.

Quello di chi di chi piange perché non sarai più li fisicamente ma sa che ci sarai sempre e comunque.

Quello di chi quando ti ha visto sui gomiti sanguinanti,  non ha trovato scuse e giustificazioni alla tua fatica ma ti è stato a fianco rispettando i tuoi silenzi con rispetto…e ha gioito con te quando ti sei rialzata.

Quello di chi ti ha ricordato in ogni momento del tuo valore perché tu “tieni botta e ci sei sempre, per tendere una mano anche quando barcolli“.

Quello di chi sembra felice  ma tu lo senti “che ok, si forse…forse non lo sei manco poi così tanto, forse mi vuoi più bene se anche io sto un pochino male”.

Quello di chi tanto non gliene frega niente “perché purtroppo non ha tempo”…e va bene così, te ne farai una ragione.

Quello di chi è più facile crogiolarsi nel vittimismo delle proprie scelte che “tanto non le posso cambiare

Il punto è che bisognerebbe mettere da parte i retaggi sociali, i culti della personalità e la presunzione di meritare sempre qualcosa più degli altri. 

Siate voi i padroni del vostro destino, che non significa fare scelte leggere o prive di buon senso.

Guardatevi allo specchio fatevi una bella fotografia e chiedetevi se vi sentite e ritrovate in ciò che fate ogni giorno, perché tanto, per fortuna, alla vita dei vostri titoli, dei vostri soldi e delle vostre presunzioni da delirio di onnipotenza non gliene frega un benemerito…. niente.


Alla vostra vita importa solo se voi siete felici!

 

 

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